Quando si confrontano un rilevatore di fiamma e un rilevatore di calore, in genere si cerca di rispondere a una domanda pratica: quale dispositivo avviserà di un incendio con sufficiente anticipo da consentire la protezione dell'area?
La risposta dipende da come è probabile che si sviluppi l'incendio, dalla sua velocità di propagazione e dalle caratteristiche dell'ambiente protetto.
Risposta rapida
Un rilevatore di calore si attiva quando la temperatura raggiunge un certo livello o aumenta abbastanza rapidamente da soddisfare la condizione di attivazione. Un rilevatore di fiamma si attiva quando rileva la radiazione UV o IR di una fiamma reale. In caso di incendi industriali a rapida propagazione, un rilevatore di fiamma è spesso molto più veloce. In spazi chiusi di piccole dimensioni, dove è previsto un accumulo di calore, un rilevatore di calore può comunque risultare utile.
A cosa serve un rilevatore di calore
I rilevatori di calore sono semplici e affidabili, ideali per ambienti in cui i rilevatori di fumo potrebbero non essere adatti e dove l'aumento della temperatura rappresenta un segnale concreto di incendio. Sono spesso utilizzati in ripostigli, cucine, garage e ambienti interni polverosi, dove i falsi allarmi causati dai rilevatori di fumo rappresentano un problema.
Il loro principale vantaggio è la semplicità. Il loro principale limite è la velocità. Un rilevatore di calore, di solito, deve attendere che una quantità sufficiente di calore raggiunga l'elemento sensibile.
A cosa serve un rilevatore di fiamma
In molti contesti industriali, un rilevatore di fiamma è progettato per individuare la combustione visibile con largo anticipo. Invece di attendere che la temperatura ambiente aumenti, rileva direttamente la fiamma. Per questo motivo, i rilevatori di fiamma sono comunemente utilizzati in aree aperte o pericolose, dove ogni secondo è prezioso.
Se preferisci prima conoscere le nozioni tecniche di base, consulta la nostra introduzione ai rilevatori di fiamma fissi.
Perché la velocità influenza la decisione
Più ampia e pericolosa è l'area, più pericoloso diventa il ritardo. Un rilevatore di calore può funzionare in modo accettabile in un locale chiuso e compatto. Ma in un'area di rifornimento carburante, in una cabina di verniciatura, in un magazzino o in un impianto di processo, una fiamma libera e veloce può diventare pericolosa prima che la temperatura ambiente raggiunga la soglia di rilevamento.
Questo è uno dei motivi principali per cui gli utenti industriali scelgono spesso i sistemi di rilevamento della fiamma per scenari di incendio ad alto rischio.
Casi d'uso comuni per i rilevatori di calore
- Piccole aree di servizio chiuse
- Spazi in cui i rilevatori di fumo causerebbero falsi allarmi
- Copertura antincendio supplementare di base
- Stanze in cui è previsto un accumulo di calore
Casi d'uso comuni dei rilevatori di fiamma
- Aree di movimentazione e stoccaggio del carburante
- Hangar per aerei
- Aree di vernici e solventi
- spazi per la lavorazione chimica
- Luoghi pericolosi all'aperto
- Magazzini con ampie linee di vista
Quale è più adatto per ampi spazi aperti?
In ambienti ampi e aperti, un rilevatore di fiamma è solitamente la scelta più logica perché non si basa sull'accumulo di calore a livello del soffitto. Può monitorare direttamente una zona, il che è particolarmente utile quando l'altezza del soffitto, il flusso d'aria o la geometria aperta rendono più lento il rilevamento basato sul calore.
Quale è più indicato in caso di rischio di fiamma rapida?
Per gli incendi che coinvolgono liquidi infiammabili, gas, solventi o fiamme a getto, i rilevatori di fiamma sono generalmente la scelta più robusta. I rilevatori di calore reagiscono maggiormente alle conseguenze dell'incendio. I rilevatori di fiamma reagiscono maggiormente all'evento stesso dell'incendio.
Gli acquirenti che confrontano le tecnologie spesso esaminano anche i diversi tipi di rilevatori di fiamma prima di scegliere una famiglia di modelli.
Dove i rilevatori di calore sono ancora utili
I rilevatori di calore non sono obsoleti. Sono ancora utili laddove i costi sono limitati, la configurazione è semplice e il rischio di incendio è più circoscritto. Possono inoltre integrare altre tecnologie di rilevamento nell'ambito di una strategia più ampia.
L'uno può sostituire l'altro?
Non proprio. Non si può presumere che un rilevatore di calore offra la stessa protezione di un rilevatore di fiamma in caso di incendio industriale ad alta velocità. Allo stesso modo, un rilevatore di fiamma non dovrebbe essere considerato la soluzione ideale per ogni ambiente di un edificio normale. Risolvono problemi di rilevamento diversi.
Come scegliere tra loro
Innanzitutto poniti queste domande:
- L'incendio previsto mostrerà rapidamente una fiamma libera?
- L'area è ampia, aperta o esposta alla circolazione d'aria?
- Avete bisogno di intervenire il prima possibile in caso di fiamma visibile?
- Il rischio maggiore riguarda l'accumulo graduale di calore in un ambiente chiuso?
Se le risposte indicano la presenza di fiamme libere visibili, l'utilizzo di un rilevatore di fiamma è solitamente la soluzione migliore.
Cosa confrontano spesso gli acquirenti
Quando un progetto prevede l'utilizzo di un sistema di rilevamento della fiamma, la domanda successiva è spesso quale metodo di rilevamento sia più adatto. La nostra guida sui rilevatori di fiamma UV e IR aiuta a semplificare questo confronto.
Takeaway finale
Se avete bisogno di una regola pratica, tenete a mente questo: i rilevatori di calore sono più adatti per spazi chiusi e semplici, dove l'aumento di temperatura è un metodo di allarme accettabile, mentre i rilevatori di fiamma sono più indicati per ambienti aperti, industriali o in presenza di incendi a rapida propagazione, dove una risposta tempestiva è fondamentale.
Se state valutando opzioni per applicazioni industriali, potete consultare la gamma di rilevatori di fiamma GEWEE per confrontare i modelli adatti a diversi ambienti a rischio.